Se potessi scegliere vorrei essere sempre lí sono stati i giorni più belli della mia vita
maggio 7th, 2009When I look back now, that summer seemed to last forever, and if I had the choice I’d always wanna be there – those were the best days of my life
Se c’è un tema che i romanzi, le canzoni, il cinema non si stancano mai di esplorare, questo è l’adolescenza, quel periodo della nostra vita in cui tutto sembra bellissimo e possibile, i sogni sono cosí simili alla realtà che a volte vi si sovrappongono, ogni amore e ogni amicizia sembra poter durare per sempre. Poi arriva la mitica "Età adulta" a risvegliarci dai sogni, e quell’estate cosí bella rimane solo un ricordo, da tirare fuori con affetto e nostalgia. Tutto questo, per dire che il rocker canadese Bryan Adams ha scritto una delle più belle canzoni dedicate ai sogni dell’adolescenza, "Summer of ‘69". L’estate del 1969 rappresenta tutte quelle estati in cui tutto sembrava possibile, la Luna era cosí vicina da sembrare raggiungibile con un salto.
I got my first real six-string bought it at the five-and-dime, played it till my fingers bled, it was the summer of ‘69
Quando si è giovani, le passioni che abbiamo ci riempiono la vita, diventando smania, quasi ossessione, le chitarre si suonano fino a che le dita sanguinano, le ruote delle biciclette continuano a bucarsi per l’usura, le scarpe a rompersi per le migliaia di partite a pallone (non a calcio, quello è un’altra disciplina..).
Ma l’estate resta pur sempre una stagione soltanto della nostra vita, presto scopriamo che niente dura per sempre:
And now the times are changing, look at everything that’s come and gone, sometimes when I play that old six-string I think about you, wonder what went wrong
Tornare a suonare oggi la chitarra della nostra adolescenza ci fa male, perchè ripensiamo a un amore finito, a come la nostra piccola band si è persa per strada, ai tanti Jimmy che hanno mollato, alle Jody che si sono sposate, sembra che sia tutto come in un’altra famosissima canzone, "The logical song" dei Supertramp.
Ma quello che non dobbiamo perdere, delle nostre estati del ‘69, quello che dobbiamo conservare nel cuore è la capacità che avevamo di stupirci e meravigliarci, perchè ogni giorno ci può far risuonare qualche nota di quella canzone chiamata adolescenza. E allora, ascoltate questa canzone insieme a qualcun’altra della vostra estate del ‘69, magari mentre vi leggete "Il corpo", novella di Stephen King da cui fu tratto il poetico "Stand by me", o anche "It", romanzo sempre di King, che dopo poche pagine scoprirete non essere assolutamente un horror, ma una splendida epopea sulla forza dell’amicizia e dell’adolescenza.
Summer of ‘69
Reckless – 1985



Lascia un commento